domenica 1 giugno 2008

EBBENE SÌ, CONFESSO, NON SONO STATO IO!

Non posso più continuare a mentire.

I rimorsi di coscienza mi impongono di svelare tutta la verità per non continuare a tradire la fiducia di famigliari, amici e tutti quelli che mi stimano. Inoltre temo di essere scoperto, che qualcuno si accorga dell’inganno e preferisco l’imbarazzo di una piena confessione spontanea, che mi restituirebbe il recupero di una qualche parvenza di dignità, alla vergogna di colpevoli silenzi di fronte a domande imbarazzanti e rivelatrici. Però anche voi, a non accorgervi di niente!

Possibile che in questi due anni non vi abbia mai sfiorato il minimo dubbio, possibile che abbiate accettato ciecamente tutto quello che io vi offrivo, possibile che abbiate creduto che tutto quello che avevo scritto fosse opera mia! Possibile che abbiate creduto che mi era venuta la voglia di scrivere e che mi divertivo così? Il fatto che in quei momenti non volessi nessuno in casa, non vi ha fatto sorgere qualche dubbio?

La verità è che non sono stato io.

Potrei raccontarvi che, mentre pulivo una vecchia lucerna comprata al mercatino, mi è apparso un piccolo elfo che ha cominciato a raccontarmi strane storie; io lo terrei nascosto in un cassetto nel mio studio, lo tirerei fuori ogni tanto e lo costringerei a scrivere racconti che spaccerei per miei.

Ma a questo punto non mi credereste più. La verità è molto più semplice, ma per certi versi più

Storie di Casa Mia 136 incredibile. L’autore di tutto è Pietro Leali di anni 10, mio figlio. Ho tenuto nascosta questa cosa per proteggere l’equilibrio del suo processo evolutivo, per evitare che lodi eccessive ne disturbassero la crescita morale e psicologica, ma adesso è finita. Da qualche tempo ha detto “basta”, non vuole più saperne di continuare, preferisce dedicarsi alla musica; vuole imparare a suonare la chitarra. Purificato da questa piena confessione, libero da remore e rimorsi, ho deciso che prenderò il coraggio a due mani e proverò io a continuare da solo, ma so già che sarà un insuccesso. Ubi minor maior cessat.